lunedì, luglio 24, 2006

Weekend

Come molti Italiani stufi della canicola estiva, ho cercato rifugio ai laghi, molto meno banali e molto più comodi da raggiungere del mare.
Partenza venerdì sera dopo cena autostrada che fila dritta con poco traffico e poi improvvisamente il delirio: arrivi alla barriera d’uscita ed è tutto bloccato. Bloccate le auto chiusi i telepass, chiuse le corsie per la viacard, gente che scende e si dirige minacciosa verso i caselli, personale dell’autostrada immobile, auto che strimpellano nervose un vero girone dantesco.
Chiuso nel caldo abitacolo mi chiedo ad alta voce: “ma essendo passato con il telepass come farò a pagare? “ domanda banale ma significativa: passando con il telepass non hai il biglietto e quindi cosa faccio pago tutta la tratta possibile? Pago tutte le autostrade del mondo? Pago tutta la pubblicità di Benetton dei prossimi 3 anni?
La risposta assonnata di mia moglie è efficace e tagliente come un rasoio: “fai come fanno gli altri”.
La situazione di empasse si sblocca con l’intervento di uno degli addetti che sblocca una corsia telepass permettendo alle auto di defluire, passo e il telepass non fa beep. Vedremo con la prossima bolletta quanto mi sarà costato lo scherzetto.
Sabato mattina sveglia all’alba (forzata dal caldo) e giretto di corsa per i boschi, circa 6 km con 150 metri di dislivello per un oretta scarsa. Bello a magra caldo anche alle 7 del mattino.
Il resto della giornata l’ho passato tra dormite bagni rinfrescanti in attesa della sagra gastronomica della sera.
La sagra gastronomica è uno degli eventi clou della stagione lacustre ed attira migliaia di persone dai paesi limitrofi, iniziata 20 anni fa come sagra in cui si assaggiavano le specialità locali sovvenzionando le poche associazioni del paese si è trasformata in un caravan-serraglio in cui ognuno è libero di piantare il banchetto e chiedere cifre assurde per porzioni piccole di piatti stracotti, birra annacquata, vino di pessima qualità. Quest’anno la birra nel bicchiere di plastica ha toccato quota 3.50 nota: al bar costa 1 euro meno. Inoltre sono comparsi venditori di paccottiglia, svuotacantine che si definiscono antiquari e persino il mitico Padrino che poco ha da spartire con la realtà locale.
La giustizia divina, sotto forma di improvviso temporale, ha posto fine allo scempio ed ha costretto gli avidi bancarettari a ritirarsi in fretta e furia.
Terminato il temporale è cominciata la stagione dei saldi: birra a 1.50 Sangria in regalo e via alla sagra dell’alcool a fiumi; risultato finale rissa tra due ragazzi ed uno all’ospedale per ricucirsi il sopracciglio.
Domenica di ozio assoluto e poi tutti in coda per il rientro...nella canicola a mezzanotte passata 34 gradi in strada e 36 a casa.

Nessun commento: